domenica 18 marzo 2012

Da Nord a Sud


Quando la mattina arrivo all'università spesso è ancora buio. No, non sono un irriducibile mattiniero, di quelli che non hanno bisogno della sveglia perché alle sei e mezzo si sono gia rasati, lavati e vestiti, ma il fatto è che qui in Olanda d'inverno c'è poca luce. Vado in bici fino alla fermata dell'autobus e viaggio più di un'ora prima di raggiungere il campus. Durante il tragitto mi rilasso ascoltando un podcast, guardando un film o portandomi del lavoro arretrato.
La strana lettera gotica che svetta sulla torre più alta della Hanze University sembra una lingua di fuoco, come una stella cometa che guida i giovani verso il punto dove arde la conoscenza.
Il freddo, però, è al momento l'unica cosa che brucia, per cui mi intrufolo rapidamene in cerca di tepore lungo i potenti termosifoni dei corridoi.
A volte ricevo qualche studente che sta preparando la tesi, altre volte non passo neppure dal mio ufficio e mi precipito in classe, giusto per non conformarmi troppo allo stereotipo dell'italiano perennemente in ritardo.
Mentre parlo di semiotica, teorie della narrazione e di usi e gratificazioni, lancio un'occhiata fuori della finestra. Come al solito, piove a intermittenza e, quando si lascia intravedere, il sole è un pallido disco annegato nel cielo invernale.
L'Europa del nord si somiglia un po' tutta: la vita è ordinata, le situazionui prevedibili, l'organizzazione efficiente, gli estremi e le diseguaglianze ridotti, la libertà imprescindibile, la gente poco espansiva e il tempo (meteorologico) terribilmente instabile. Esattamente l'opposto della mia Sicilia.
Eppure non so se mai potrei tornare al Sud. Le due realtà sono inconciliabili e tu devi scegliere, o l'una o l'altra. È una scelta che fa comunque male, perché lascia sempre un senso d'incompiutezza. Per questo il dilemma tra Nord e Sud è diventato per me un tema narrativo.
Vivere lontano, provare nuove esperienze, calibrare una nuova prospettiva, tematizzare i propri conflitti: ecco cosa vuol dire pe me scrivere.
C'è uno scritto in cui ho ampiamente affontato l'opposizione Nord-Sud, uno scritto ambientato a Malta. Malta, distante 90 chilometri dalla Sicilia, è quanto di più soleggiato, meridionale, caldo, afoso e aspro possa esistere: le rocce spaccate dai capperi, le facciate delle chiese barocche che su cui rimbomba lo sciabordio del Mediterraneo, la storia plurimillenaria dei dolmen di Hagar Qim che annegano su uno sfondo azzurro cielo-mare abbacinante, le velate allusioni all’architettura araba, i colori piccanti delle pietanze e dei mercati... Il confronto con l’immensa e ordinata pianura olandese, attraversata da piste ciclabili e qualche monastero gotico, avvolti dal verde violento dell’estate e dalla pioggia fine dell’autunno, è fin troppo semplice. Ma il mio scritto è anche questo: un semplice e incessante paragone che gioca con gli opposti per sprigionare energie, come dentro un campo elettrostatico, nell’incessante ricerca della differenza di potenziale.